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JavaDay Verona 2009
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JavaDay è una manifestazione itinerante, un roadshow che tocca diverse città italiane in tutta la penisola, portando la tecnologia Java anche in ambiti geografici normalmente esclusi dai circuiti dei grandi eventi.

Questa caratteristica fa di JavaDay un momento unico e qualificante, dove la tecnologia, le istituzioni, gli sviluppatori e le imprese si possono incontrare direttamente sul proprio territorio per confrontarsi, capire, conoscere e verificare tante opportunità.

Il proposito in ogni singola tappa del JavaDay è di sviluppare un canale comunicativo diretto e specifico, rivolgendosi alle realtà locali, indirizzando le specifiche esigenze del territorio ove si tiene la manifestazione.

La partecipazione al JavaDay è gratuita. Iscriviti al più presto.

Il JavaDay Verona 2009 è organizzato dal JUG Padova in collaborazione con il LUG Verona, e si svolgerà in concomitanza e nella stessa sede del locale LinuxDay 2009.

Programma

9.30 Accoglienza

10.30 "IDE open-source: Eclipse vs. NetBeans" a cura di Alessandro Carraro e Lucio Benfante

Eclipse e NetBeans sono i due principali IDE disponibili in forma open-source per sviluppare applicazioni in Java, e in altre tecnologie. In questo incontro/scontro si avrà modo di esaminare le principali caratteristiche di questi due strumenti, mettendole immediatamente a confronto mentre vengono usate da chi ci ha a che fare tutti i giorni per il proprio lavoro. La sfida riguarderà argomenti come la scrittura e il refactoring di codice Java, la costruzione di interfacce grafiche, il deploy di applicazioni Web, lo sviluppo di Web services, il debugging di applicazioni, l’utilizzo di tecnologie non-Java...ma i due contentendi non pongono limiti alla fantasia!

11.25 "Java e i database: da JDBC a JPA" a cura di Lucio Benfante

La persistenza dei dati è una caratteristica fondamentale di ogni applicazione, e quasi sempre la scelta ricade sull’utilizzo di un database relazionale. Java, fin dalle sue prime versioni, ha avuto a disposizione la libreria JDBC per accedere a tale tipo di database. In questa presentazione si mostrerà come utilizzare la libreria JDBC, mostrandone pregi e limiti. In seguito si mostrerà l’utilizzo tradizionale di Hibernate, forse il più famoso e diffuso degli Object/Relational Mapper (ORM), che permettono di trattare i dati relazionali inserendoli all’interno di oggetti. Infine si introdurrà la Java Persistence API (JPA), la libreria di persistenza ORM introdotta con la Java Enterprise Edition (JEE) 5.

12.05 "Spring: usarlo conviene, ma usalo bene!" a cura di Lucio Benfante

Le tecniche di Inversion of Control (IoC), e in particolare quelle di Dependency Injection (DI), si sono rivelate nel corso di anni utilissime per scrivere applicazioni ben organizzate, manutenibili e testabili. Per questa ragione lo Spring Framework, alla cui base ci sono proprio tali tecniche, è diventato una presenza quasi obbligatoria nella maggior parte delle applicazioni.

Come molte tecnologie, se usate bene hanno vantaggi innegabili. I problemi sorgono quando vengono usate senza alcun controllo da sviluppatori inesperti, che le usano senza alcuna consapevolezza, generando effetti totalmente dannosi all’applicazione e, soprattutto, al processo di sviluppo.

In questa presentazione verrà innanzitutto introdotto lo Spring Framework, mostrandone le caratteristiche di base, e le utilissime capacità di integrazione di svariate tecnologie. Successivamente verranno mostrati esempi di cattivo e buon utilizzo, cercando di fornire delle linee guida che indirizzino anche i programmatori meno esperti verso la strada corretta.

12.45 Pausa pranzo

14.30 "Stanco del solito database SQL? Passa ad uno store RDF!" a cura di Fabrizio Giudici

Il database relazionale basato su SQL è da decenni una costante nella gran parte delle architetture software enterprise. Ha resistito a cambiamenti epocali, come il passaggio dal procedurale all’object oriented, e all’avvento di vari linguaggi di programmazione. Eppure il suo modello operativo non è immediatamente adattabile a quello delle altre parti delle architetture: è ben nota la presenza dell' “impedenza OO-RDBMS” e tutta una serie di strumenti (i mappatori O/R) sono stati appositamente sviluppati per alleviare il problema. Strumenti che, generalmente, sono fortemente amati o fortemente odiati da architetti e sviluppatori. Nonostante queste asperità, il database SQL è apprezzato perché supporta il modello ACID, ha un comportamento prevedibile, il SQL è conosciuto praticamente da tutti, è relativamente facile svolgere i lavori amministrativi.

Sarà così anche per il prossimo decennio? Negli ultimi tempi, molti articoli e blog hanno iniziato ad incrinare la fama di intangibilità del database SQL; uno degli argomenti più gettonati è relativo al grid e cloud computing, per i quali sono state proposte alternative (come p.es. BigTable di Google). In questa presentazione, tuttavia, faremo ancora riferimento ad un’architettura a strati tradizionale, dove il problema del database SQL da risolvere è la rigidità dello schema dati. Considereremo infatti un’applicazione web reale che rappresenta una base di conoscenza la cui struttura deve evolvere nel corso del tempo; con un database SQL, questo implicherebbe aggiungere colonne a tabelle esistenti e create nuove tabelle – un’operazione non supportata dalla maggioranza dei mappatori O/R, che necessiterebbe la ricompilazione del codice.

La soluzione usata in questo scenario è uno “store RDF”. RDF (Resource Description Framework) è un approccio di rappresentazione dell’informazione completamente diverso dal modello relazionale del SQL. Esso consiste in triple “soggetto-predicato-oggetto”, omogenee tra loro. Pertanto, sia l’equivalente di “aggiungere una nuova colonna” o “una nuova tabella” in RDF equivale ad aggiungere una tripla – non un’operazione amministrativa, ma un passo del normale flusso operativo. Si noti che RDF è noto per essere alla base del Web Semantico, concetto che tuttavia non fa parte di questa presentazione, il cui focus è descrivere uno store RDF come un “miglior database”.

Dopo la parte introduttiva, verranno illustrati concetti pratici: implementazioni esistenti (OpenRDF), come si affronta il problema della conversione oggetti – triple, come implementare le transazioni e così via. Verranno illustrati schemi architetturali e esempi di codice riferiti ad un’applicazione reale open source; verranno infine affrontati una serie di problemi aperti relativi a questa scelta architetturale.

15.30 "Introduzione a Grails" a cura di Paolo Foletto

JugEvents in Grails: un’introduzione molto semplice e operativa allo
sviluppo di una applicazione web utilizzando Grails. E' un ambiente, basato su Groovy, che semplifica l’utilizzo di Spring, Hibernate, per ottenere un’applicazione che sfrutta la JVM e e tutte le librerie Java.

16.30 Saluti, premi e altre attività

Resources

http://www.jugpadova.it/files/JavaDay...
Volantino in formato A5 fronte/retro
http://www.abadon.it/download/lugvr/i...
Manifesto del LinuxDay/JavaDay.
http://www.jugpadova.it/files/JavaDay...
Esempio e codice della presentazione di Fabrizio Giudici sui database RDF.
www.flickr.com
Altre foto o video provvisti di tag JavaDayVerona2009 su Flickr
Foto del JavaDay Verona 2009.
http://www.slideshare.net/benfante/ja...
Slides della presentazione di Lucio Benfante su Java e i database.
http://www.slideshare.net/suntzu/intr...
Slides della presentazione di Paolo Foletto su Grails.
http://www.slideshare.net/benfante/sp...
Slides della presentazione di Lucio Benfante su Spring.
http://www.slideshare.net/benfante/go...
Slides della presentazione di Fabrizio Giudici sui database RDF.

Start: 10/24/09 09:30 AM
End: 10/24/09 05:00 PM
Location:
Verona - ITIS G. Marconi

Piazzale Romano Guardini, 1
37138 Verona

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